Amazon sì o no

Vendere su Amazon: sì o no?

Uno dei primi interrogativi che ho dovuto affrontare, relazionandomi con aziende o titolari di siti di commercio elettronico, è il dubbio dei dubbi: conviene vendere su Amazon?

La domanda è lecita perché, fin dai suoi esordi, Amazon ha dovuto affrontare il conflitto tra la sua natura retail e quella marketplace. Si ricorda infatti la causa tra Amazon e Toys’r’us per ragioni legate alla gestione degli affari online del gigante dei giocattoli con quello che all’epoca era l’astro nascente dell’ecommerce.

Come ogni domanda a carattere strategico, per trovare una risposta bisogna conoscere il contesto in cui il quesito viene posto.

Domandati cosa vendi, perché per prima cosa è bene che tu sappia che cederai dei dati al tuo partner commerciale. Dati che possono rivelare un qualche trend. 

Se ciò che vendi si trova già su Amazon, tutto sommato, credo che le informazioni che gli consentiresti di accedere, Amazon le abbia già 🙂 E allora, se segui il mio suggerimento, vendi. Sfrutta la bravura commerciale di Amazon e approfitta della sua piattaforma per aumentare presto i ricavi.

Se ciò che non vendi non si trova ancora su Amazon allora riflettici su. Non dimenticarti, però, che Amazon svolge un ruolo per i marchi, oggi, dal momento che oltre il 50% delle ricerche di prodotto parte da Amazon e non più da Google. Amazon quindi può rappresentare un’opportunità anche per conseguire visibilità su una certa categoria merceologica, oltre che all’opportunità di incrementare i ricavi.

Insomma, alla domanda vendere su Amazon sì o no, per essere intellettualmente onesti, bisogna rispondere: dipende. Perché la risposta, in realtà, ce l’hai tu e si fonda sullo specifico contesto in cui ti muovi.

Differenza tra upselling e cross selling

Differenza tra Upselling e cross selling

Le tecniche di up-selling e cross-selling hanno un grande potenziale e permettono a chi le attua di aumentare i propri ricavi.

I termini vengono a volte confusi o ritenuti sinonimi, in realtà hanno una principale differenza.

Differenza tra up-selling e cross-selling

Fare upselling significa indirizzare il cliente verso un prodotto più costoso (e qualitativamente migliore) rispetto a quello che è orientato ad acquistare. Cross selling, invece, è la vendita di un prodotto o servizio in più rispetto a quanto richiesto dal cliente (che ha già confermato il primo acquisto).

Vediamone degli esempi che abbiamo sott’occhio tutti i giorni.

Hai mai prenotato un volo sul sito di Ryanair? Ti sarai sicuramente accorto che una volta effettuato l’acquisto, ti saranno arrivate molte email con diverse proposte: alcune per prenotare un’auto nella città in cui andrai, altre per prenotare una stanza di hotel, altre ancora per fare un’assicurazione di viaggio. Questa è una tecnica di marketing cross selling.

Invece un esempio di upselling lo trovi anche nel caso di acquisto di un software, quando, al momento della scelta di un profilo, ti viene proposto un profilo più costoso perchè più ricco di funzionalità.

L’obiettivo finale di questo tipo di tecniche non è solo la ricerca di aumentare i ricavi delle vendite ma anche di cercare di soddisfare e fidelizzare il cliente per mantenere un rapporto nel tempo.